TRANSAT DES ALIZES - INTERVISTA A LUCA TRENTINI
Prendete una barca veloce e competitiva, Fibra, l'Open 30' progettato da German Freers Jr.; una prestigiosa casa di orologi, la Locman; un marinaio e velista dell'isola d'Elba, Luca Trentini, e un sogno nel cassetto coltivato da molti anni, partecipare alla Transat des Alizès: sicuramente saranno gli ingredienti giusti per una grande impresa. In concomitanza con l'Elba Cup - Trofeo Locman, dove grandi talenti mondiali del match race si sono sfidati, fino al duello finale tra James Spithill e Magnus Holmberg, che infine ha prevalso sugli avversari, c'è stata la presentazione del Locman Sailing Team, gruppo di velisti elbani del Circolo del mare di Campo nell'Elba che intende dedicarsi alla specialità del match racing. Parte del team anche Luca Trentini, appassionato di vela d'altura, già vincitore di importanti manifestazioni come la Roma per due, che ora sta preparando la sua barca per la Transat des Alizés, traversata atlantica con partenza da Port Camargue e arrivo a St Barthelemy, dopo circa 4000 miglia di navigazione oceanica in equipaggio ridotto a sole tre persone. Lo troviamo a bordo di Fibra, volto sorridente, orologio Locman al polso a scandire le lunghe giornate in mare, mentre sta lavorando affinché tutto sia pronto prima della partenza per la regata tanto sognata.
- Com'è nata la tua passione per la vela?
Fin da quando ero bambino trascorrevo l'estate al mare, all'isola d'Elba. Ho sempre avuto la passione per la navigazione, infatti non mi accontentavo di fare 'due bordi' davanti alla spiaggia, partivo sempre con il mio Laser o con un piccolo catamarano per fare il giro dell'isola o mi lanciavo in imprese 'proibite', come andare dall'Elba al continente. In mare ho sempre cercato quel senso di infinito che non trovavo negli spazi limitati,circondati da pareti.
- Come ti preparerai alla Transat des Alizés sia per quanto riguarda il mezzo sia personalmente?
Sto lavorando per ottimizzare la barca nelle andature portanti, caratteristica fondamentale della traversata atlantica negli Alisei, ma cerco anche di mantenere delle buone prestazioni nella bolina, per la prima parte della regata fino alle isole Canarie: ho modificato i timoni e allungato il bompresso per lasciare la prua fuori dalle onde. Fondamentalmente però ero già contento della barca che ha dimostrato di raggiungere grandi velocità e superare anche barche più grandi, soprattutto con poco vento. Personalmente, mi allenerò qui all'Elba in barca con il mio equipaggio, correndo in bicicletta e studiando accuratamente la meteorologia, per scegliere la rotta migliore.
- Hai dei portafortuna?
Porto al collo una medaglietta con Sirio, la stella che illumina sempre le mie navigazioni.
- Progetti per il futuro?
Spero che la Transat des Alizes sia il trampolino per imprese ancora più grandi, magari un giro del mondo, perché il mio scopo è di navigare più possibile, conoscere tutti i mari e fare importanti esperienze. |