REGATA ATLANTICA TRANSAT DES ALIZES DICEMBRE 2003: Fibra locman Italy seconda classificata in assoluto
REGATA ATLANTICA TRANSAT DES ALIZES: Fibra Locman Italy seconda classificata in assoluto e prima nella categoria Prototipi
“LOCMAN ITALY“ è una barca a vela di 30 piedi. Diciamo, per intenderci, più o meno dieci metri.
Dieci metri, circa dodici passi, facciamo tredici, da poppa a prua. Dodici passi avanti, dodici passi indietro….dodici passiavanti, dodici passi indietro…avanti e indietro. Proprio una bella camminata. E attorno, mare e ancora mare e ancora mare. Ma il bello è proprio qui. Il mare non è mai uguale, anche se è un oceano come quello Atlantico. Certo, non è quello mediterraneo di casa, ma quello è unico. Conoscete il mare dell’Elba?
LOCMAN ITALY è una bella barca tutta gialla, le vele bianche, che ha progettato uno dei migliori architetti navali del mondo, l’argentino German Frers.
Bella barca, veloce, solida, elegante, ma sempre lunga trenta piedi, dodici passi abbiamo detto, sempre che il mare non sia troppo mosso.
Comodissma per una crociera dall’Elba, dove è il suo porto di armamento a Porto Azzurro, nell’Arcipelago Toscano, oppure in Corsica che sta proprio lì davanti, oppure in alto, dopo il Golfo della Spezia e quello del Tigullio, sino a Portofino por una cena di lusso da Puny. Oggetto di piacere, la LOCMAN ITALY, che però tiene il Libeccio come poche, ma che questa volta ha voluto darsi delle arie e “ fare l’ovo fuori dal cestino” come dicevano una volta i vecchi contadini, e provare ad attraversare l’Atlantico in regata addirittura nella TRANSAT DES ALIZÉS. E passato prima, in Mediterraneo il Golfo del Leone in un giorno in cui dalla Valle del Rodano veniva giù un vento bestia e c’era un mare da far paura. E già questa è un’impresa, diciamocelo pure, perché il vento di Mistral è cattivo e sono “cavoli amari” trovarsi in mezzo anche con le barche grandi.
Ce l’ha fatta “Locman Italy” con i suoi tre di equipaggio, Luca Trentini (skipper), Seriacopi e Margherita Pelaschier (figlia del biondo timoniere di mille barche, AZZURRA compresa).
Ce l’ha fatta anche la LOCMAN, la “griffe” di orologi elbana (e se ne vanta) che ci ha creduto e l’ha sponsorizzata. Gli altri dicevano “ Trenta piedi, una bella barca, ma l’Atlantico non è la circumnavigazione dell’Elba….”. Alla Locman, invece, hanno detto “ Giù il cappello con l’Atlantico, partenza da Port Camargue e arrivo a St.Barthelemy, quattromila miglia, ma gli elbani sono gente dura e una ragazza triestina lo è lo stesso, “mula di Bora” per intenderci. Forza ragazzi, siamo con voi”.
Così sono partiti ai primissimi d’autunno, si sono sgrugnati il Mistral, hanno avuto i loro problemi e sembravano tagliati fuori. “Tagliati fuori?Mai e poi mai. Indietro a riparare e poi a rincorrere gli altri…..”
“Ma se l’Atlantico non l’avete mai provato?”
“E allora lo si prova. Bisogna cominciare. Da noi all’Elba non si molla mai.”
Ed eccolo l’Atlantico, con una prima parte dura e poi, finalmente, gli Alisei. E quel mare, grande, alto.
Altro che una passeggiata comoda di dodici passi in barca (trenta piedi, non dimenticartelo) avanti e dodici per tornare a poppa.
LOCMAN ITALY, a bordo, ha proprio tutto, con una casa di orologi gli può forse mancare la tecnologia?
Certo che no. Così con l’adorata Elba ci potevano parlare e uno si sente in un certo modo a casa. E sentire la voce di Marco Mantovani “Dai ragazzi, bene così: siamo orgogliosi di voi”.
Cosa volete di più? “Vogliamo andare forte”. E forte con il loro trenta piedi ci sono andati. Sono arrivati secondi. Mica male. Era la prima volta. “Ci abbiamo provato e se ci sarà una seconda volta …..”
E con il loro LOCMAN ITALY stanno già pensando di riprovarci davvero con qualcosa di anche più impegnativo. E di Oceani non c’è soltanto l’Atlantico.
L’elbano sa anche sognare. Una barca di trenta piedi, dodici passi avanti, dodici passi indietro, forse è piccolo. E allora pensiamo più in grande. Pensare, sognare, realizzare, vincere non costa più di un dream. Come dicono gli inglesi. Che di mare se ne intendono. |